Ottobre 25, 2026

Dalla Camera dei Deputati prende il via il percorso per la costituzione dell’”Associazione Nazionale Città degli Agrumi – Città di Identità”

Ott 24, 2026

Prende il via dalla Sala Stampa della Camera dei Deputati il per- corso per la costituzione dell’Associazione Nazionale Città degli Agrumi – Città di Identità, il progetto che punta a riunire Comuni, istituzioni, produttori, artigiani, mondo della ricerca e società civile per tutelare e valorizzare il patrimonio agrumicolo italiano, le identità territoriali e le tradizioni produttive locali. L’incontro, presieduto dall’avvocata Olga Simeoni, presidente del Comitato promotore, si è concluso con l’intervento dell’onorevole Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, che ha ribadito il proprio sostegno istituzionale all’iniziativa. Al centro del confronto, la prospettiva di dare vita a una rete nazionale capace di trasformare la ricchezza storica, paesaggistica, agricola e culturale delle città degli agrumi in un’opportunità concreta di sviluppo economico, sociale e ambientale. Il progetto si inserisce nel quadro dell’articolo 40 della legge sul Made in Italy, promosso dall’onorevole Bicchielli, e mira a consolidare il riconoscimento e la valorizzazione delle comunità legate alla coltivazione degli agrumi. Presenti all’incontro i promotori Maria La Pira, Luigi Cerruti e Paolo Rapisarda, insieme a rappresentanti delle amministrazioni comunali che hanno scelto di aderire al percorso costitutivo. 

Una rete nazionale per tutelare identità e territori 

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la qualità dei territori, la salvaguardia delle produzioni agrumicole e la promozione delle tipicità locali rappresentano presupposti fondamentali per costruire politiche efficaci di crescita e sviluppo. Un impegno che assume particolare rilevanza anche sul fronte della tutela del paesaggio, della conservazione della biodiversità e della prevenzione dei rischi idrogeologici. La normativa n. 127 del 2017 richiamata nel corso dell’incontro ha riconosciuto l’alto valore paesaggistico, ambientale e storico delle coltivazioni agrumicole. In questo contesto, il contributo del dottor Paolo Rapisarda, già direttore del Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, ha rappresentato un riferimento per il percorso di valorizzazione del patrimonio agrumicolo nazionale. 
Essere Città degli Agrumi significa promuovere l’identità culturale e paesaggistica delle comunità, sostenere le attività agricole e artigianali tradizionali, favorire il censimento degli agrumeti storici e tutelare gli agroecosistemi. Significa, inoltre, recuperare i terreni abbandonati e silenti, incentivare il ripristino produttivo degli agrumeti, sostenere la multifunzionalità delle aziende agricole e riconoscere il ruolo degli agricoltori e degli artigiani nella salvaguardia del territorio e nella prevenzione dei rischi ambientali. 
Un obiettivo centrale sarà anche preservare le conoscenze e le tecniche tradizionali, integrandole con le nuove tecnologie, affinché il patrimonio tramandato dalle comunità locali possa continuare a generare valore per le generazioni future. 

Olga Simeoni: «Una comunità degli agrumi per costruire il futuro dei territori» 

«L’Associazione Nazionale Città degli Agrumi intende essere la “Comunità degli agrumi”: un insieme di enti locali, istituzioni pubbliche e private, enti del Terzo settore, coltivatori, artigiani, scienziati e società civile legati al genere Citrus», – afferma Olga Simeoni (nella foto con Paolo Rapisarda), presidente del Comitato promotore. – Vogliamo costruire un’interlocuzione politica e istituzionale a livello locale, regionale e nazionale, offrendo uno strumento di partecipazione e progettazione per uno sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile. La partecipazione attiva dei soci istituzionali, dei corpi intermedi e della società civile sarà fondamentale per raggiungere questi obiettivi. Il nostro compito è preserva- re la memoria attraverso una forma nuova, viva e vitale, perché possa continuare a esistere, dando al presente e al futuro la profondità di una radice». Protagonisti del progetto saranno i Comuni, custodi dei cosiddetti “giardini degli agrumi”: agroecosistemi unici, espressione di secoli di biodiversità, ingegneria agraria e architettura del paesaggio, nei quali si intrecciano tradizioni culturali, saperi agricoli e caratteristiche ambientali distintive. 

I Comuni protagonisti del percorso 

Hanno partecipato, in presenza e da remoto, le amministrazioni di Castelforte, con il sindaco Angelo Pompeo; Milis, con la sindaca Monica Ortu; Rodi Garganico, rappresentata dal presidente del Consiglio municipale Domenico Trombetta; Siniscola, con il sindaco Gianluigi Farris; Fossacesia, con la consigliera con delega del Comune Marina Paolucci; San Vito Chietino, con il sindaco Emiliano Bozzelli; Vallebona, con la vicesindaca e assessora Arianna Guglielmi; Cannero Riviera, con il sindaco Federico Carmine; Vico del Gargano, con il consigliere Tomasso Angelicchio; Africo, con il sindaco Daniele Modaffari; Villacidro, con il sindaco Federico Sollai; Rocca San Giovanni, con il sindaco Fabio Caravaggio.  La partecipazione dei Comuni testimonia la volontà di mettere in rete esperienze territoriali differenti, accomunate dalla presenza di coltivazioni agrumicole, tradizioni locali e risorse paesaggisti- che da tutelare e valorizzare. 

La ricerca scientifica al servizio della biodiversità
Un contributo significativo al confronto è arrivato da Milena Petriccione, direttrice del Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura del CREA, che ha sottolineato il ruolo strategico della ricerca scientifica nella conservazione e nell’innovazione del comparto. 
«L’agrumicoltura italiana rappresenta una straordinaria ricchezza di specie, varietà ed ecotipi che, nel corso del tempo, si sono adattati a condizioni ambientali e territoriali molto diverse. È proprio questa diversità a rendere unico il nostro patrimonio agrumicolo, così prezioso e, allo stesso tempo, bisognoso di un impegno costante per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione», ha evidenziato Petriccione. 
Il CREA-OFA opera lungo l’intera filiera delle colture arboree, integrando miglioramento genetico tradizionale e biotecnologico, studi di genetica, tecniche di propagazione, sostenibilità delle produzioni e valorizzazione della qualità dei frutti. Un ruolo fondamentale è svolto dalla sede di Acireale, che ospita una delle più importanti collezioni di germoplasma agrumicolo del Mediterraneo. 
«Queste collezioni non sono semplici luoghi in cui conserviamo materiale genetico, ma veri e propri laboratori di biodiversità a cielo aperto. È nella diversità genetica che possiamo individuare caratteri utili per rispondere alle sfide future dell’agrumicoltura», ha aggiunto. 
La direttrice ha inoltre rimarcato l’importanza del dialogo tra ricerca, imprese e territori: «La ricerca produce valore quando riesce a trasferire conoscenza e innovazione ai territori e alle imprese. Ricerca, biodiversità, innovazione e territorio devono procedere insieme. Mettere in rete realtà territoriali differenti significa riconoscere che dietro ogni agrume italiano esistono una storia, un territorio e un patrimonio di conoscenze, creando le condizioni affinché possano dialogare con la ricerca scientifica e il sistema produttivo». 
L’obiettivo è costruire un ponte tra il patrimonio agrumicolo ereditato e quello da consegnare alle generazioni future: un’agrumicoltura capace di conservare la propria identità, innovarsi, proteggere la biodiversità e affrontare con strumenti scientifici le sfide ambientali e produttive. 

Pino Bicchielli: «Valorizzare le identità locali significa creare sviluppo e opportunità» 

Nel suo intervento conclusivo, l’onorevole Pino Bicchielli ha sottolineato l’importanza del riconoscimento istituzionale delle associazioni impegnate nella valorizzazione delle identità territoriali italiane. 
Richiamando il percorso legislativo che ha portato all’approvazione dell’articolo 40 della legge sul Made in Italy, anche sulla scorta delle esperienze delle Città dell’Olio e delle Città del Vino, Bicchielli ha evidenziato il valore strategico di una rete nazionale dedicata ai Comuni legati alla produzione agrumicola. Gli agrumi, presenti in territori molto diversi, dal Piemonte alla Sicilia e alla Sardegna, rappresentano infatti una componente significativa del patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico del Paese. 
La nascita dell’Associazione potrà favorire il riconoscimento delle comunità aderenti, rafforzare la collaborazione con le istituzioni e promuovere nuove opportunità di sviluppo turistico ed economico. 
Particolare attenzione è stata dedicata al contrasto dello spopolamento delle aree interne e alla necessità di offrire nuove prospettive occupazionali ai giovani. Tra le proposte richiamate, il recupero dei terreni abbandonati attraverso forme di coinvolgimento delle cooperative giovanili e degli agricoltori. Il ripristino delle coltivazioni, oltre a rappresentare un’opportunità produttiva, può contribuire alla cura del paesaggio e alla prevenzione di fenomeni di dissesto idrogeologico. 
Bicchielli ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare la collaborazione tra Comuni, associazioni, produttori, operatori turistici e amministrazioni pubbliche. Fare sistema significa aumentare la capacità di dialogare con le istituzioni, sostenere progetti condivisi e favorire l’accesso alle oppor- tunità di finanziamento. In questa prospettiva, la valorizzazione delle destinazioni meno conosciute può contribuire a distribuire i flussi turistici e a generare benefici anche per le comunità lontane dai circuiti più frequentati. 
La tutela delle identità territoriali, siano esse legate all’olio, al vino o agli agrumi, non costituisce soltanto un obiettivo culturale, ma può tradursi in reddito, ricchezza e nuove occasioni di lavoro. Da qui il sostegno al progetto delle Città degli Agrumi, con l’auspicio che l’Associazione possa diventare uno strumento concreto di crescita, coesione territoriale e valorizzazione del patrimonio italiano. 

Un progetto per il futuro delle comunità 

Con l’avvio del percorso dalla Camera dei Deputati, l’Associazione Nazionale Città degli Agrumi – Città di Identità si propone di mettere a sistema le energie dei territori, promuovendo una visione integrata che unisca tutela del paesaggio, biodiversità, tradizioni produttive, ricerca scientifica, turismo e innovazione.  L’obiettivo è fare degli agrumeti storici e delle produzioni tipiche non soltanto una testimonianza del passato, ma una risorsa attiva per il presente e il futuro: un patrimonio da preservare, capace di generare sviluppo sostenibile, rafforzare le comunità locali e offrire nuove opportunità alle giovani generazioni. 

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